Messa così nessuno avrebbe voglia di partecipare, nè tanto meno di vincere. Ma la realtà è che una stazione radio locale tedesca, Radio Galaxy di Aschaffenburg nella Baviera settentrionale, ha indetto una competizione tra i suoi ascoltatori nel corso della quale i concorrenti dovranno scrivere e inviare il proprio epitaffio alla radio. Il vincitore, che verrà nominato il 17 marzo prossimo, avrà diritto a un premio di tremila euro, somma che non verrà intascata ma gli sarà versata sottoforma di un’assicurazione in grado di coprire interamente le spese delle onoranze funebri del “fortunato” concorrente. Al momento, gli ascoltatori di Radio Galaxy che hanno aderito alla singolare competizione sono circa seicento. Con un comunicato, pubblicato sul proprio sito, l’Associazione degli Impresari Funebri tedesca ha criticato il concorso definendolo “sacrilego e di cattivo gusto ma anche immorale poiché costituisce una concorrenza sleale”. Uno dei conduttori di Radio Galaxy, Jens Pflueger, ha difeso l’iniziativa sottolineando come l’intenzione fosse quella di “spezzare il tabù sociale e lasciare che siano i giovani a parlare della morte”. Per chi volesse partecipare, o anche solo per chi è incuriosito dall’argomento, esiste una vera e propria letteratura delle ultime parole pronunciate sul letto di morte da parte di personaggi famosi. Marco Polo, per esempio, spirò dicendo: “Non ho raccontato neanche la metà di quello che ho visto” mentre Oscar Wilde concluse la propria esistenza (in una squallida stanza di un hotel parigino) esclamando: “Io e la carta da parati stiamo combattendo un duello all’ultimo sangue. Uno di noi due se ne dovrà andare”. Kurt Cobain, leader dei Nirvana, poco prima di suicidarsi scrisse in un biglietto, citando Neil Young: “Ricordate: è meglio bruciare che svanire lentamente” e, infine, viene attribuita ad Alessandro Magno la frase: “Muoio grazie all’aiuto di troppi medici”.