Provate a guardare per cinque secondi l’immagine qui a lato, dopo di che distogliete lo sguardo e cercate di descriverla. Fatto? Bene, qualunque cosa vi sia rimasta in mente o vi sia sfuggita è indicativa della vostra visione del mondo, determinata dalla cultura nella quale siete cresciuti. L’immagine, nota in psicologia come il Michigan Fish Test, è stata sottoposta all’attenzione di volontari americani e giapponesi nel corso di uno studio condotto da Richard Nisbett e Takahiko Masuda. Gli statunitensi hanno memorizzato i tre grossi pesci al centro della scena, mentre i giapponesi hanno mostrato più interesse per l’ambiente ritratto nell’immagine. In seguito i ricercatori hanno presentato altre versioni, leggermente modificate del test: gli americani sono stati in grado di riconoscere i tre pesci principali in qualunque ambiente mentre i giapponesi hanno avuto difficoltà a fare lo stesso ma, al contempo, hanno notato tutti i cambiamenti ambientali. Quello che emerge dalla ricerca è il differente approccio culturale: gli americani, più individualisti, memorizzano i tre pesci grandi, i personaggi principali; i giapponesi, culturalmente più olistici e collettivi, pongono la loro attenzione sull’ambiente nel quale sono inseriti gli animali. Ma che cosa ha a che fare questo con il Medio Oriente? Dal punto di vista pratico poco o nulla, ma per quanto riguarda la percezione degli eventi dimostra come gli occidentali siano portati a guardare i “pesci grandi”, come Gheddafi, Ben Ali o Mubarak, mentre altre popolazioni osservano maggiormente il contesto, l’ambiente nel quale si sono verificate le rivolte. Del resto l’approccio occidentale si evince anche dalle espressioni come “Aiutati che il ciel ti aiuta”, che fanno chiaro riferimento all’autodeterminazione e alla volontà dell’individuo, capace secondo la nostra cultura addirittura di attirarsi la benevolenza divina attraverso i propri sforzi. Mentre i mediorientali, con il loro emblematico “In sha’Allah”, dimostrano di concepire il futuro e la sorte in modo più universale e omnicomprensivo. E i pesci grandi non sono che un piccolo particolare nella globalità e complessità di un ambiente in cui ogni particolare, piccolo o grande che sia, fa parte di un unicum articolato e aleatorio che concorre a decidere il mondo, sempre nel rispetto della volontà divina. E se Allah non gradisce non c’è pesce che sia in grado di fargli cambiare idea.