”Esiste il pericolo reale che il David di Michelangelo possa crollare, in caso di terremoto oppure di forti vibrazioni del sottosuolo (per esempio per il passaggio dei futuri treni ad alta velocità) e potrebbero cedere anche le fondamenta dei circa duemila edifici limitrofi alla Galleria dell’Accademia sorti intorno al XIV-XV secolo”. A sostenerlo è l’architetto Fernando De Simone, esperto di costruzioni sotteranee, in un rapporto consegnato alla Regione Toscana e al Comune di Firenze, nel quale afferma anche che “la statua viene continuamente sottoposta a vibrazioni intense causate dagli spostamenti del milione e mezzo di visitatori che annualmente visitano la Galleria dell’Accademia e dal traffico automobilistico che scorre nelle strade contigue”. Quest’estate nel capoluogo toscano dovrebbero iniziare i lavori per lo scavo di due tunnel ferroviari sotterranei per il passaggio dei treni ad alta velocità. Il timore è che le vibrazioni prodotte dai macchinari utilizzati per la costruzione delle gallerie causino il cedimento del David. La statua, infatti, da anni presenta delle microfessure nel marmo, soprattutto a livello delle caviglie e del ceppo di albero che sorreggono buona parte del peso della statua. “I due tunnel della Tav – ha dichiarato De Simone – passeranno a circa seicento metri dalla statua del David di Michelangelo. Se prima di iniziare i lavori di scavo, la statua non verrà trasferita, ci saranno seri rischi che crolli a causa delle vibrazioni”. La proposta di De Simone e quella di trasferire la statua ”in un museo appositamente costruito, che la protegga anche in caso di terremoto, e che permetta di poterla osservare da più punti di visione, ascendenti, discendenti e a spirale, proprio come desiderava Michelangelo”. La sovrintendente del Polo Museale fiorentino, Cristina Acidini, intervistata al proposito ha dichiarato che “la Galleria dell’Accademia e il David di Michelangelo sono attualmente sottoposti a studi per valutare il rischio sismico e quando avremo i risultati, faremo le nostre valutazioni”. Mentre la dottoressa Franca Faletti, direttrice della Galleria ha sostenuto che le microfessure a livello delle caviglie del David sono presenti fin dall’Ottocento, che vengono costantemente monitorate e che, per il momento, la statua gode di ottima salute.