Nei giorni scorsi il Comitato per il premio Nobel ha annunciato che quest’anno i candidati al prestigioso riconoscimento hanno raggiunto la cifra record di 241 (l’anno scorso erano stati 237), suddivisi in 53 organizzazioni e 188 persone fisiche. Le candidature al Nobel provengono da tutto il mondo e a proporle possono essere membri di governi, parlamentari, vincitori delle passate edizioni, docenti universitari e appartenenti a numerosi istituti internazionali. Tutti hanno avuto tempo fino al primo febbraio scorso per sostenere i propri candidati. Come da tradizione i nominativi dei pretendenti sono coperti dal segreto ma qualche indiscrezione è comunque trapelata. Probabilmente la nomination che creerà il maggiore numero di polemiche è quella di WikiLeaks, ma non del suo fondatore Julian Assange, con la motivazione di avere contributo alla libertà di espressione grazie alla divulgazione dei documenti segreti americani. Altri candidati certi sono il gruppo russo per la difesa dei diritti umani Memorial di Svetlana Gannouchkina, il dissidente cubano Oswaldo Paya Sardinas, l’avvocato difensore del popolo afghano Sima Samar e gli inventori di Internet, Larry Roberts, Vint Cerd e Tim Berners-Lee. Si vocifera inoltre di una possibile ammissione alla lista dei candidati di Facebook e Twitter nel nome del ruolo organizzativo avuto dai due siti nelle recenti rivolte nord-africane. Il vincitore, che oltre all’onore si porterà a casa un milione e mezzo di dollari, verrà annunciato nei primi giorni del prossimo ottobre, mentre la cerimonia di consegna è prevista per il 10 dicembre, anniversario della morte del creatore del premio e inventore della dinamite Alfred Nobel.