Il prototipo sviluppato dagli ingegneri della Freie Universität di Berlino è’ soltanto un passo indietro rispetto agli avveniristici progetti di DARPA e Google (mettere a punto delle auto in grado di guidarsi da sole). Gli scienziati tedeschi, guidati da Raul Rojas, sono riusciti a produrre un modello di Volkswagen Passat semi-autonoma che, in alcune sue funzioni, può essere controllata dai guidatori attraverso il semplice pensiero. L’auto, battezzata dai suoi creatori (con poca fantasia) MadeInGermany, è dotata di un sistema di radar (laser e a microonde) e di videocamere stereo che le consentono di avere una visione a 360 gradi e di rilevare la presenza di un altro veicolo già a 200 metri di distanza. Ma la vera innovazione è il controllo “mentale” in grado di fare sterzare l’auto ed eventualmente cambiare direzione: per metterlo alla prova il team di ingegneri ha assoldato un volontario al quale è stato fatta indossare una cuffia, prodotta in serie, che contiene 16 sensori elettro-encefalografici. Questo sistema, creato dalla Emotiv di San Francisco, costa 300 dollari e viene venduto con un kit di sviluppo software che consente agli utenti di allenarlo a riconoscere le loro specifiche indicazioni mentali. Attualmente trovano un’applicazione pratica nel consentire il movimento di arti bionici, nel permettere ai paraplegici di guidare le loro sedie a rotelle e persino di gestire un iPad. I test sulla macchina si sono svolti nell’aereoporto abbandonato di Berlino-Templehof e sul sito dedicato all’evento si può leggere il commento espresso dai ricercatori dell’università tedesca: “Le nostre prove hanno dimostrato che c’è soltanto un breve ritardo tra il comando e la sua esecuzione. Questa vettura è soltanto un esperimento e non è certo fatta per andare sulle strade. Ma per il futuro crediamo che l’interfaccia uomo/macchina abbia un enorme potenziale soprattuto se combinato con vetture che si guidano autonomamente”.