Un trentenne cinese del quale non sono ancora state rese note le generalità è morto al termine di una sessione di gioco online protrattasi per tre giorni. Il fatto è avvenuto in un internet café alla periferia di Pechino e le cronache parlano di una tre giorni ininterrotta di gioco, senza dormire e mangiando pochissimo, da parte dello sfortunato videogiocatore. Il giovane è deceduto nonostante i tentativi di rianimazione ai quali è stato sottoposto nel più vicino ospedale, dove era stato trasportato d’urgenza dopo essersi accasciato all’interno del locale. Secondo le prime indagini l’uomo avrebbe speso nell’ultimo mese all’incirca un migliaio di euro giocando online. La Cina può vantare 450 milioni di utenti della rete e negli ultimi tempi il governo cinese, da sempre non troppo in sintonia con il web, ha puntato il dito proprio contro i giochi online, indicandoli come la principale causa di internet-addiction (dipendenza dalla rete) soprattutto tra i giovani e i giovanissimi. Secondo i dati dell’Accademia delle Scienze Sociali cinese sarebbero 33 milioni i ragazzi affetti da sindrome da dipendenza a internet. “O l’industria del gaming online aiuta le famiglie dei ragazzi, fornendo loro strumenti di controllo più semplici ed efficaci, o saremo costretti a prendere delle misure molto severe”, ha dichiarato qualche giorno fa Zhou Yongkang, ministro per la Sicurezza Pubblica cinese. Il trentenne deceduto dopo tre giorni trascorsi a videogiocare non è comunque il primo caso registrato al proposito: nel 2005 un ventottenne sud-coreano morì dopo 50 ore di gioco nel corso delle quali non si era concesso nemmeno una pausa.

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