Bansky è uno dei maggiori esponenti mondiali della cosidetta street art (una forma di arte espressa in luoghi pubblici, spesso illegalmente, utilizzando le tecniche più disparate come spray, adesivi, stencil e proiezioni video). Di lui non si conosce la vera identità, si sa che è cresciuto a Bristol e che ha iniziato la sua carriera nella crew Bristol DryBreadz. Le sue opere sono caratterizzate da una vena satirica rivolta verso argomenti come la politica, l’etica e la cultura. Nonostante la sua fama sia planetaria e alcune delle sue opere abbiano raggiunto quotazioni notevoli, Bansky ha deciso di rimanere fuori dal circuito delle mostre e delle gallerie, mantenendo la sua fama di artista contro il sistema. In questi giorni l’artista inglese sta concorrendo agli Oscar cinematografici nella sezione documentari con il suo Exit Through the Gift Shop (incentrato su un altro street artist: Thierry Guetta detto Brainwash). Nel film, gia presentato con una buona accoglienza al Sundance Film Festival, Bansky compare nel ruolo di sé stesso ma con il viso oscurato e la voce distorta per evitare di venire identificato. In questi giorni a Los Angeles sono comparsi numerosi graffiti su muri e cartelloni pubblicitari di chiara matrice banskyana, in seguito rivendicati dall’artista stesso sul suo sito ufficiale.