Non si tratta di una malformazione o di una stranezza genetica ma soltanto di arte. O almeno così la intende Stelarc (al secolo Stelios Arkadiou), un artista nativo di Creta che vive e lavora in Australia, che per dieci anni ha cercato un chirurgo che lo aiutasse a realizzare la sua opera: fare crescere un orecchio sul suo braccio. L’intervento è consistito dapprima nel creare un sorta di tasca vuota sotto la pelle del braccio sinistro di Stelarc dove poi è stata inserita una struttura a forma di orecchio approntata con un materiale chiamato Mipko. Dopo l’impianto, le cellule dell’uomo sono state stimolate a crescere sulla struttura al fine di creare un vero e proprio orecchio dotato di circolazione sanguigna propria. Saranno necessari ancora un paio di anni affinché la formazione del terzo orecchio sia ultimata. Stelarc, che a causa di un’infezione successiva all’impianto ha rischiato di perdere il braccio, intende inserire nel suo orecchio un microfono collegato a un trasmettitore wireless in modo che chiunque possa ascoltare via internet quello che sente lui, ovunque si trovi, per ventiquattro ore al giorno. “Non lo faccio a mio beneficio – ha detto Stelarc – ho già due orecchie perfettamente funzionanti. Il mio intento è quello di esplorare l’idea di diventare una specie di apparecchio acustico per le altre persone”. Stelarc non è nuovo a performance create utilizzando il suo corpo. Nel corso degli anni infatti ha utilizzato strumenti medici, protesici, sistemi di realtà virtuale e internet per esplorare, estendere e amplificare i parametri operativi del corpo. L’artista australiano ha filmato all’incirca 2 metri del proprio spazio fisico interno (polmoni, stomaco, colon) con una scultura-sonda, si è sospeso utilizzando sistemi di uncini conficcati nella propria carne per venticinque volte tra il 1976 e il 1988 e ha messo in scena delle performance con una terza mano, con un braccio virtuale e con un corpo virtuale.