Il sito americano di appuntamenti online Match.com ha commissionato uno studio sui single e sui loro comportamenti sentimental-sessuali svelando che i cambiamenti sociali hanno portato maschi e femmine più o meno sullo stesso livello e smentendo una lunga serie di luoghi comuni. La ricerca è stata portata avanti dalla Rutgers University (New Jersey) in collaborazione con la Binghamton University di New York e guidata dalla dottoressa Helen Fisher, che è anche capo-consigliere scientifico di Match.com. Lo studio, condotto su più di 5.000 volontari e intitolato Single in America, smonta parecchi dei miti che riguardano le attitudini di uomini e donne rispetto ai rapporti con l’altro sesso.
Le donne sono bisognose e appiccicose nei rapporti.
Le donne hanno avvertono più dei maschi il bisogno di indipendenza all’interno di un rapporto e più di loro desiderano coltivare i propri interessi, avere uno spazio personale e un proprio conto corrente, uscire alla sera con le amiche e fare le vacanze da sole.
I maschi non vogliono sposarsi e avere figli.
L’inclinazione è pressoché identica per uomini e donne. Infatti il 33 per cento di entrambi i gruppi ha dichiarato di volersi sposare. Inoltre tra i single senza figli sono più i maschi (24 per cento) delle femmine (18 per cento) a desiderare un figlio.
I single più avanti con gli anni non sono interessati al sesso.
Quello che cambia con l’avanzare dell’età è la disponibilità ad accettare compromessi su amore e sesso pur di raggiungere un rapporto stabile. Inoltre i single più vecchi, legati sentimentalmente, hanno dichiarato di trovare la propria attività sessuale più soddisfacente rispetto a tutti gli altri gruppi coinvolti nella ricerca.
I genitori single non hanno una vita sociale.
I genitori single hanno più appuntamenti galanti (21 per cento) dei single senza figli (16 per cento).
I giovani single sono sessualmente promiscui.
Nel gruppo di volontari con un’età compresa tra i 21 e i 34 anni, il 24 per cento dei ragazzi e il 23 per cento delle ragazze ha dichiarato la propria verginità.
Dire “ti amo” implica un rapporto serio.
In verità il 31 per cento dei volontari osservati ritiene che la fatidica frase voglia dire “ti voglio nella mia vita” e il 30 per cento lo intende come “mi prenderò cura di te”. Solo il 14 per cento lo traduce in “voglio passare il resto della mia vita con te” e il 19 per cento in “voglio avere una relazione”.
I disoccupati sono svantaggiati in amore.
Il 50 per cento degli intervistati non ha problemi ad avere rapporti con chi non ha un lavoro se lo trova interessante come persona.
I rapporti di una notte non si trasformano in relazioni.
Il 36 per cento dei single è disponibile a storie di una notte e il 54 per cento ne ha avuta almeno una e di queste il 35 per cento si è trasformata in una relazione a tutti gli effetti.
“Il fatto più interessante che è emerso dallo studio – ha dichiarato la dottoressa Fisher intervenuta alla trasmissione tv Good Morning America – è che il 35 per cento degli uomini e delle donne si sono innamorate di persone che inizialmente trovavano poco attraenti”.

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