L’annuncio della morte di Maria Schneider è stato dato nella tarda mattinata di oggi dai parenti dell’attrice. Divenuta famosa dicianovvenne per il suo trasgressivo ruolo in Ultimo Tango a Parigi (1972) di Bernardo Bertolucci, nel quale era impegnata al fianco di Marlon Brando, Maria Schneider, cinquantotto anni, è deceduta in una clinica privata parigina a seguito di una lunga malattia. Verrà sepolta nel cimitero del Père Lachaise dove riposano molti altri personaggi illustri del mondo della cultura e dello spettacolo. A proposito della famosa “scena del burro” girata con Marlon Brando in Ultimo Tango a Parigi, Maria Schneider, che interpretava il personaggio di Jeanne, raccontò in un’intervista concessa nel 2007 al Daily Mail di essere stata tenuta all’oscuro fino all’ultimo momento riguardo a quella parte del film. La scena non era nel copione ma le venne spiegata da Brando, su indicazione di Bertolucci (definito dalla Schneider “grasso, sudaticcio e manipolatore”), soltanto poco prima del ciac. “Avrei dovuto chiamare il mio agente o il mio avvocato perchè non si può costringere un attore a fare qualcosa che non è nel copione, ma allora io non lo sapevo. Marlon mi disse di non preoccuparmi perchè si trattava solo di un film – ricordò Maria Schneider nel corso dell’intervista – ma durante quella scena ho pianto lacrime vere anche se quello che avveniva non era reale. Mi sono sentita umiliata e per dirla tutta un po’ violentata sia da Bertolucci che da Brando che, al termine della riprese, non mi consolarono né tanto meno si scusarono”. Dopo il successo personale e gli applausi della critica per il film, Maria scomparve dal cinema per qualche tempo, infastidita dal ruolo di sex symbol e alle prese con problemi legati alla dipendenza dall’eroina. Nel 1975 abbandonò il set di Caligula (produzione italo-americana di Tinto Brass e Bob Guccione, proprietario della rivista per soli uomini Penthouse) e si fece ricoverare in un ospedale psichiatrico di Roma per diversi giorni assieme ad una donna che descrisse come la sua amante. Negli anni Ottanta e Novanta la Schneider è tornata a recitare senza mai raggiungere gli antichi fasti. “Sono stata molto fortunata- disse nel 2007 la Schneider, riferendosi ai suoi trascorsi da eroinomane – Per colpa della droga ho perso un sacco di amici, ma nel 1980 ho incontrato una persona che mi ha aiutato a smettere. Io la chiamo il mio angelo: stiamo insieme sino da allora, ma non dirò se è un uomo o una donna. Quello è il mio giardino segreto e preferisco che rimanga tale”.

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