Ogni anno nel corso dell’ultima settimana di gennaio la Nasa ricorda gli astronauti morti nell’esercizio delle loro funzioni: gli equipaggi dell’Apollo 1, del Challenger STS-51L e del Columbia STS-107. L’amministratore della Nasa Charlie Bolden e Ralph Hall, il deputato repubblicano del Texas che presiede il Committee on Science Space and Technology, hanno ricordato i defunti nel corso di una cerimonia nel cimitero nazionale di Arlington. “Ringraziamo loro e le loro famiglie per il sacrificio straordinario in servizio alla nostra nazione – ha detto Bolden – Questi uomini e donne saranno per sempre nel nostro cuore e siamo ancora al lavoro per onorare la loro eredità”. Quarantaquattro anni fa, il 27 gennaio 1967, tre astronauti (Edward H. White II, Virgil I.”Gus”Grissom e Roger B. Chaffee) morirono a causa di un incendio esploso all’interno della capsula nel corso di un test. Il 28 gennaio 1986 avvenne quello che ancora oggi viene ricordato come il più funesto incidente nella storia della Nasa: lo Space Shuttle Challenger esplose 73 secondi dopo il decollo dal Kennedy Space Center (Florida) a causa di una guarnizione difettosa che provocò la distruzione dell’astronave e la morte di 7 astronauti (Ellison S. Onizuka, Sharon Christa McAuliffe, Greg Jarvis, Judy Resnik, Mike Smith, Dick Scobee e Ron McNair). A seguito della tragedia la Nasa sospese per due anni e mezzo tutte le missioni e l’allora presidente statunitense Ronald Reagan dichiarò: “Questa è veramente una perdita che colpisce tutta la nazione. Piangiamo sette eroi che hanno oltrepassato i limiti della Terra per toccare il volto di Dio”. Nel primo giorno di febbraio del 2003, durante il rientro nell’atmosfera terrestre, lo Shuttle Columbia si disintegrò nei cieli del Texas quindici minuti prima dell’atterraggio. Anche in questo caso tutti e sette i membri dell’equipaggio morirono (David Brown, Rick Husband, Laurel Clark, Kalpana Chawla, Michael Anderson, William McCool e Ilan Ramon). Gli investigatori rivelarono che l’incidente fu causato da una fuoriuscuta di schiuma isolante da un serbatoio esterno che, durante il decollo, aveva aperto un foro nell’ala sinistra della navicella.

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