Si chiama Femen ed è il movimento di protesta topless-femminista ucraino, con base a Kiev, che, forte di 300 iscritte, è riuscito ad attirare su di sé l’attenzione dei media nazionali ed esteri. “Il nostro Dio è donna, la nostra missione è la protesta e le nostre armi sono i nostri petti nudi”, è il genere di slogan politico in grado di catturare l’attenzione, soprattutto se a intonarlo sono dozzine di donne e ragazze a seno nudo.La leader del movimento, la ventiseienne ed ex organizzatrice teatrale Anna Gutsol dice: “Abbiamo pensato di creare un’organizzazione dove le giovani possano andare per aiutare ragazze come loro e collaborare a migliorare la società. Il modo sexy nel quale abbiamo scelto di presentarci è solo un brillante biglietto da visita”. Femen è iniziato come movimento di protesta contro il turismo sessuale, pratica assai difusa nella ex repubblica sovietica, ma ha progressivamente allargato la propria agenda. Tra le numerose manifestazioni organizzate dal gruppo di femministe vale la pena segnalare quella inscenata al momento dell’insediamento del presidente Viktor Yanukovych e del suo governo di soli uomini (le ragazze di Femen, al grido di “Questo governo è un gabinetto per maschi”, hanno finto di urinare stando in piedi come gli uomini con l’ausilio di bottigliette d’acqua) e l’ultima, pochi giorni fa nel cimitero di Kiev, contro la politica di stabilità del presidente Yanukovych. Le ragazze, sfidando una temperatura gelida, hanno posato tra le tombe e i silenziosi viali con cartelli di protesta e, ovviamente, in topless. Anna Gutsol vuole portare Femen tra i banchi del Parlamento e sostenere le proprie istanze anche al di fuori dei confini nazionali. “Quello che facciamo è ottenere l’attenzione dei media ucraini e internazionali e dimostra – sostiene la Gutsol – che le autorità hanno paura dei seni nudi. Il fatto che cerchino di arrestarci e non ci lascino spogliare lo dimostra”.

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