Secondo il professor Arnold van Huis, entomologo dell’università olandese di Wageningen, per risolvere la crisi alimentare globale e contrastare la scarsità di risorse e le emissioni di carbonio sarebbe sufficiente inserire in maniera stabile nella nostra dieta gli insetti. L’entomologo sostiene che gli insetti siano, a parità di quantità, molto più ricchi di proteine e vitamine rispetto al vitello o al maiale inoltre costa molto meno allevarli, consumano meno acqua e, in termini di emissioni di carbonio, non hanno una grande rilevanza a differenza degli animali normalmente allevati a scopi alimentari come i bovini o i suini. Per incoraggiare il consumo di insetti il professor van Huis collabora con una scuola di cucina della sua città. Lo chef Henk van Grup, a capo dell’istituto, ha già messo a punto sei ricette, tra queste una quiche lorraine a base di larve della camola della farina (Tenebrio molitor), delle praline di cioccolato arrichite da croccanti Alphitobius diaperinus, sempre sottoforma di larve o ancora degli involtini primavera imbottiti di cavallette arrostite. Van Huis tiene anche delle degustazioni delle specialità create dallo chef e i suoi allievi; Bbc riporta il commento di un assaggiatore, il ventiquattrenne Duyugu Tatar: “Il sapore della quiche non era male ma l’idea di quello che stavo mangiando mi ha orripilato. Era croccante ma non aveva il gusto del cibo normale, non assomigliava alla carne e nemmeno alla verdura o alla frutta, mi ha ricordato i corn flakes”. Esistono molte popolazioni che includono nella propria dieta il consumo di insetti. In Messico, per esempio, i grilli tostati si mangiano con le tortillas di mais o le larve della formica rossa (Formica rufa), vengono cotte in brodo con pezzetti di cactus. In Thailandia si possono gustare bachi da seta e cimici giganti d’acqua, fritti o bolliti e in Madagascar le farfalle in pastella. Più di 1200 specie di insetti vengono utilizzate come alimenti in tutto il mondo. Gli insetti e gli aracnidi comunemente più utilizzati includono cavallette, grilli, termiti, formiche, larve di coleotteri, falene, bruchi, pupe, e persino tarantole e scorpioni. “I bambini non hanno problemi a mangiare gli insetti – sostiene il professor van Huis – mentre gli adulti hanno un blocco psicologico e soltanto assaggiandoli possono cambiare idea”. La Fao (Food and Agriculture Organization), l’organizzazione dell’Onu che combatte la fame nel mondo, ha dato mandato al professor van Huis di redigere un manifesto programmatico per lo sviluppo dell’entomofagia, il nutrirsi di insetti, allo scopo di aumentare la risposta al fabbisogno alimentare mondiale. “E’ in corso una crisi della carne – dice van Huis – la popolazione mondiale passerà dagli attuali sei miliardi a nove entro il 2050. Inoltre sappiamo che il consumo di carne è in aumento: vent’anni fa si mangiavano 20 chilogrammi di carne pro capite all’anno, adesso siamo a 50 e tra vent’anni potremmo essere a 80. Se continuiamo in questo modo avremo bisogno di un’altra Terra per allevare tutti gli animali che ci serviranno”.

Annunci