Rudolf Elmer, ex banchiere svizzero, nel corso di una conferenza stampa al Frontline Club di Londra ha consegnato nelle mani del fondatore di WikiLeaks due dischetti con i nomi e i dati di 2 mila clienti di almeno tre banche svizzere. Rudolf Elmer è stato per otto anni a capo della sede alle Isole Cayman della private bank svizzera Julius Baer, carica dalla quale è stato licenziato nel 2002 per furto di informazioni bancarie, accusa per la quale Elmer verrà processato mercoledì prossimo da un tribunale svizzero. L’ex banchiere non ha indicato i nomi delle banche coinvolte né la provenienza delle sue informazioni ma assicura che nei file dati ad Assange, che coprono un periodo che va dal 1990 al 2009, sono contenuti i nomi di personaggi di rilievo (tra i quali 40 uomini politici e “pilastri della società”) e aziende di chiara fama. Elmer ha affermato di avere deciso di violare il segreto bancario allo scopo di “educare la società” e svelare gli sporchi trucchi dell’alta finanza off-shore. Di ben diverso tenore il comunicato stampa della banca elvetica Julius Baer che afferma: “Dopo che sono state respinte le richieste economiche che ha rivolto al nostro istituto a seguito del suo licenziamento, a partire dal 2004 il signor Elmer si è imbarcato in una campagna di intimidazione personale e di vendetta contro la Julius Baer. Il suo obiettivo è screditare la nostra banca e i nostri clienti agli occhi dell’opinione pubblica”. Julian Assange ha detto: “Se davvero vi saranno tracce di evasione fiscale pubblicheremo i file entro un paio di settimane”. Alla conferenza stampa era presente anche John Christianson, dell’organizzazione Tax Justice Network, che ha sostenuto che 20 mila miliardi di dollari sarebbero nascosti nei paradisi fiscali off-shore.

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