Il magazine americano Rolling Stone ha pubblicato l’ultima intervista concessa da John Lennon, tre giorni prima di venire ucciso dall’allora venticinquenne texano Mark David Chapman. Sono passati trent’anni da quella sera del 1980 quando mentre John Lennon e Yoko Ono stavano rientrando al Dakota Building, loro residenza newyorchese, Chapman urlò: “Ehi, Mr. Lennon, stai per entrare nella storia” ed esplose cinque colpi di pistola, freddando l’ex-Beatle. A distanza di tanti anni, il giornalista americano Jonathan Cott stava mettendo in ordine dei nastri stipati in un armadio quando gli sono capitate tra le mani due cassette sopra le quali c’era scritto soltanto “Lennon”. “Sono passati trent’anni senza che le abbia mai riascoltate – ha detto Cott – e quando le ho messe su quella voce incredibilmente viva ha iniziato a uscire da quelle magiche striscie di nastro magnetico”. Nel corso dell’intervista, durata nove ore, Lennon affrontò svariati argomenti tra i quali vale la pena sottolineare la sua risposta ai critici musicali: “Quello che vogliono sono eroi morti, come Sid Vicious o James Dean. Io non voglio essere un fottuto eroe morto. Quindi dimentichiamoci dei critici”. Rispondendo alla domanda alla quale tutti e quattro i Fab Four venivano continuamente sottoposti, cioè la riunione dei Beatles, l’autore di Imagine rispose: “Dovremmo proprio farlo. Ma niente fumogeni, rossetto e luci accecanti. Dovrà essere una cosa confortevole. Ma ci faremo delle risate. Siamo rocker rinati e stiamo ricominciando. C’è un sacco di tempo, giusto? Un sacco di tempo”. A margine dell’intervista c’è spazio anche per Yoko Ono che ricorda così la sera in cui i due uscirono dallo studio al termine delle registrazioni per Double Fantasy, pochi attimi prima della morte di John: “Poco prima di lasciare lo studio John mi guardò e i suoi occhi avevano l’intensità di quelli di un ragazzo che sta per dire qualcosa di importante. Sì? chiesi io e non dimenticherò mai le cose meravigliose che mi sussurrò con la sua voce profonda. Oh, dissi e distolsi lo sguardo imbarazzata”.

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