In realtà bisognerebbe dire che è rinata quattro volte, visto che tante sono le sue copie genetiche venute al mondo grazie alla clonazione. Le quattro pecore sono nate tre anni e mezzo fa ma la loro esistenza è stata comunicata al mondo dal professor Keith Campbell, “padre” degli animali, della Nottingham University soltanto di recente. La pecora Dolly (chiamata cos’ in onore della country-singer americana Dolly Parton), nata nel 1996, è stata abbattuta nel 2003 a causa dell’artrite che la affliggeva unitamente a una grave malattia polmonare. Le quattro figlie gentiche dell’animale non mostrano alcuna patologia, non sono oggetto di esperimenti e vivono libere in un terreno di proprietà dell’ateneo inglese. Il loro stato di salute viene attentamente monitorato e a proposito delle discusse tecniche di clonazione il professor Campbell ammette: “Sebbene i miglioramenti tecnologici abbiano aumentato le possibilità di nascita di embrioni vivi e sani, il metodo presenta ancora delle imperfezioni”. Nel 1996 per clonare Dolly vennero utilizzate 277 uova che produssero 29 embrioni e solo uno nacque vivo. Per dare vita alle quattro Dollies ne sono stati necessarie soltanto cinque. Nonostante le controversie al proposito, la clonazione viene frequentemente usata dagli allevatori di animali per fare “copie” dei loro campioni, replicandoli a oltranza.

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