Il patologo americano David Sinclair della Harvard Medical School di Boston ritiene che non sia così lontano il giorno nel quale basterà prendere una compressa per vivere più a lungo e in salute. La sua ricerca è incentrata sul ruolo che il resveratrolo, un anti-ossidante naturale contenuto per esempio nel vino rosso, potrebbe svolgere nei processi antinvecchiamento. Test condotti sul lievito hanno dimostrato che il resveratrolo attiva nel lievito un “gene di longevità”, o gene sirtuin, aumentandone la vita
quasi del doppio. Questi geni sono presenti praticamente in tutti gli organismi, dai batteri fino all’uomo e producono delle proteine che regolano importanti vie biologiche e determinano il funzionamento cellulare. Agiscono principalmente come dei “guardiani dell’energia” all’interno delle cellule, interrompendo i processi non indispensabili nell’organismo. Il professor Sinclair ritiene di “poter espandere la lunghezza della vita, in buona salute, dai cinque ai dieci anni – e puntualizza – il resveratrolo non impedirà l’invecchiamento ma avvicinerà il momento del nostro deterioramento a quello in cui moriremo”. Insomma, invecchieremo lo stesso ma un po’ meglio come, sempre secondo lo scienziato australiano, è avvenuto nel corso di esperimenti sui topi da laboratorio 70 anni fa. Gli animali vennero sottoposti a restrizione calorica, una dieta poverissima ma equilibrata, e venne osservato che i topi non solo vivevano più a lungo ma soprattutto vedevano drasticamente diminuire le loro patologie da invecchiamento come il cancro, le malattie cardiovascolari, l’osteoporosi e tutte le altre malattie tipiche dell’età senile. Il resveratrolo simula la restrizione calorica senza sottoporre l’organismo alle deprivazioni di una dieta da fame. L’attivazione dei geni della longevità avrebbe effetti benefici anche sulla memoria e sulla resistenza fisica e, oltre a contrastare l’invecchiamento, combatterebbe anche gli effetti di un’alimentazione ricca di grassi. In ogni caso il professor Sinclair frena i facili entusiasmi: “Per ora, la nostra scoperta riguarda un organismo unicellulare semplicissimo come il lievito ed abbiamo solo dati preliminari su organismi multicellulari come il verme nematode e il moscerino della frutta. Se quest’ultimi saranno confermati, sperimenteremo il resveratrolo sui topi e, se funzionerà, passeremo all’uomo: il cammino è molto lungo, serviranno 20 anni per mettere a punto un farmaco. Con questo studio, però, abbiamo dimostrato che esiste una possibiltà reale di rallentare l’invecchiamento e le malattie ad esso correlate, grazie all’uso di una semplice pillola. Realisticamente parlando, sarei felice di allungare la vita media dell’uomo di 5 anni, un obiettivo probabilmente deludente per i giornali, ma molto significativo dal punto di vista medico. In futuro si potrà fare di meglio. Forse”.

Annunci