L’ultimo a essere stato ucciso e mutilato è stato un bambino di soli nove anni rapito il 18 ottobre in casa sua a Kayogoro (Burundi). Il suo corpo smembrato è stato rinvenuto lungo le rive del fiume Malagarazi, al confine tra Burundi e Tanzania. Il sospetto è che si tratti dell’ennesimo omicidio di un albino (ogni anno se ne contano a dozzine), mirato a ottenerne soprattutto gli organi genitali (ma anche il sangue, le gambe, le braccia e le orecchie) molto ricercati dagli stregoni che li usano per preparare pozioni in grado, a loro dire, di garantire salute e successo a chi ne farà uso. L’albinismo è una malattia ereditaria che si manifesta con la carenza o la totale assenza di melanina nella pelle, nei capelli, nei peli e negli occhi e per questa ragione espone chi ne soffre a rischi collegati all’esposizione ai raggi solari. In Burundi vige una forte discriminazione sociale nei confronti di chi è albino, addirittura vi sono casi di genitori che disconoscono i propri figli mentre altri li tengono segregati per evitare la vergogna. Come se questo non bastasse, il presunto potere magico degli organi degli albini (il valore di un individuo si aggira sui 500 mila dollari) li espone all’orribile rischio di finire nelle mani dei trafficanti di esseri umani. I macabri mercanti arrivano anche a violare le tombe dove è sepolto un albino e infatti, in Burundi,da poco tempo è stata adottata la pratica di sigillare le tombe degli albini con il cemento per evitarne la profanazione. In Tanzania, dove sono destinati i resti degli sfortunati, le autorità combattono questo genere di atrocità e diverse persone sono state condannate a morte per il sequestro, l’omicidio, la mutilazione e la vendita di parti del corpo di un albino. La Albino Association del Burundi ha chiesto da tempo la protezione del Governo contro tutte le forme di discriminazione, l’elezione di un proprio rappresentante in Parlamento e un censimento che determini il numero reale degli albini nel Paese.

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