Un’iniziativa, chiamata mWomen e presieduta da Cherie Blair e Hillary Clinton, si propone di fornire 150 milioni di telefonini alle donne sparse per il mondo. Attualmente le statistiche dicono che una donna che vive nell’Africa sub-sahariana ha il 23 per cento in meno delle possibilità di possedere un cellulare rispetto a un uomo, la percentuale sale al 24 per cento in Medio Oriente e al 37 per cento nell’Asia Meridionale. Secondo Cherie Blair: “Ci sono un sacco di cose che si possono fare con un telefonino. Può essere d’aiuto nell’alfabetizzazione e nei programmi di salute pubblica. E’ anche uno strumento in grado di aiutare le donne a sviluppare piccole e medie imprese e a raggiungere, di conseguenza, l’indipendenza economica”. Mwomen prevede anche tariffe appositamente create per le donne e un cellulare lady-oriented. Per i maschi, invece, è stato approntato un progetto che spiegherà loro gli aspetti positivi del fatto che le loro mogli, fidanzate, figlie e madri possiedano un telefono portatile. Diciassette operatori di telefonia mobile hanno sottoscritto il programma di mWomen, impegnandosi per 10 milioni di dollari. I benefici del possesso di un telefonino non riguardano, sostiene ancora la signora Blair, soltanto le donne che ne hanno uno, ma si riversano interamente sui suoi figli e tutta la famiglia, marito compreso. Ma non si tratta esclusivamente dell’aspetto economico della questione, infatti una recente statistica sostiene che il 93 per cento delle rappresentanti del gentil sesso si sente più sicura se ha un cellulare e l’85 per cento avverte maggiormente la propria indipendenza.

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