Vostro figlio non sta mai fermo, è incapace di concentrarsi e si muove in continuazione: è probabile che sia qualcosa di più di un bambino vivace e terribile e rientri nella categoria, ormai dilagante, dei bimbi che soffrono di ADHD. Ma secondo una ricerca la patologia in questione potrebbe non dipendere da una lacuna genitoriale (o se vogliamo variabile ambientale), bensì da una semplice questione di geni.
Scientificamente si chiama attention-deficit hyperactivity disorder (ADHD) e si tratta di una patologia molto comune nei bambini, tanto da interessare il 2 per cento di loro che soffrono di mancanza di concentrazione e di iperattività a livello patologico. I ricercatori della Cardiff University, in uno studio pubblicato su Lancet, hanno analizzato il DNA di 366 bambini affetti da questo disordine paragonandolo poi a un campione di 1047 persone “normali” e hanno individuato i geni che potrebbero essere coinvolti in questa sindrome. Non si tratta di un unico gene, ma la scoperta attribuisce il disordine a una condizione genetica e non, come si è sempre creduto, a variabili ambientali.

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