Uno studio della Commonwealth Science and Research Organization ha scoperto importanti segni che gli Aborigeni potrebbero essere stata la prima popolazione a fare intensivo uso dell’astronomia, precedendo di migliaia di anni altre civiltà di astronomi. Dalla ricerca è emerso infatti che gli aborigeni usavano il cielo per la navigazione, per calcolare il tempo e il passaggio delle varie stagioni. Secondo Ray Norris, che ha guidato lo studio: “Non sappiamo quando gli Aborigeni abbiano iniziato a collezionare dati astronomici, può essere stato 10/20 mila anni fa (l’Australia fa risalire i suoi primi abitanti a un periodo compreso tra i 42 e i 48 mila anni fa), cosa che li renderebbe i primi astronomi della Terra. Quello che sappiamo è che esistono molte canzoni, miti e leggende che, tramandati oralmente, parlano di fenomeni astronomici. Per esempio, nella regione di Arnhem Land (una delle cinque che formano i Territori del Nord australiani) si racconta la storia del Sole-Donna e dell’Uomo-Luna che, quando fanno l’amore, nascondono alla vista l’uno il corpo dell’altro. Si tratta chiaramente del fenomeno dell’eclissi lunare”. Norris ha ammesso l’impossibilità di datare con certezza la capacità di interpretare i dati astronomici, da parte degli Aborigeni, anche se mantiene la speranza che, prima o poi, vengano ritrovate pitture o incisioni rupestri di fenomeni come piogge di meteoriti o comete, in grado di risolvere l’interrogativo.

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