Niko Mushi, al pari di moltissimi altri, odiava i topi e ha continuato a farlo fino a quando non ha scoperto la loro abilità nello scoprire le mine anti-uomo disseminate per tutto il suo Paese natale, la Tanzania, sgradevole ricordo della guerra civile del Mozambico, terminata nel 1992. Niko ha trascorso gli ultimi sette anni addestrando topi giganti africani (Cricetomys gambianus) sotto la supervisione di Bart Weetjens, fondatore di Apopo (un acronimo in olandese che sta per Anti-Personnel Land Mines Detection Product Development). Weetjens, belga di nascita, ha iniziato a frequentare i roditori a nove anni quando, per il suo compleanno, gli venne regalato il primo criceto, Goldy. Ben presto il giovane Bart acquistò un compagno per il suo criceto e, in breve, iniziò a vendere i piccoli, nati dalla prolifica unione, ai negozi di animali. Assecondando il suo amore per i roditori, via via aggiunse alla sua scuderia topi del deserto e scoiattoli. In età adulta Weetjens si recò in Africa dove si rese conto della gravità del problema delle mine disseminate per il Paese ( il numero esatto è indefinibile, ma si parla di alcuni milioni di ordigni). Secondo Havard Bach, ex esperto in sminamento del Geneva International Center for Humanitarian Demining e ora ad Apopo. “I topi hanno un olfatto superbo, inoltre sono nativi dell’Africa e quindi non hanno problemi a contrastare le malattie tropicali. Difficilmente raggiungono un peso compreso tra i 3 e i 10 chili necessari per attivare una mina anti-uomo. Infine non hanno un unico conduttore come, per esempio, i cani. Secondo i dati forniti da Apopo sono necessari 6 mila euro per addestrare un topo ( un terzo di ciò che costa addestrare un cane). Il risparmio è dato anche da minori spese veterinarie e da una maggiore facilità di trasporto dei roditori. L’allenamento dei topi prevede una prima fase di socializzazione con l’uomo a partire dalla quarta settimana di vita. A seguire, grazie a un condizionamento di tipo pavloviano, il topo impara ad associare un “click” a un premio (generalmente un pezzo di banana o delle noccioline). Lo stesso sistema viene utilizzato per insegnare ai roditori a segnalare il ritrovamento di una mina e per riconoscere l’odore della Tnt. La fase finale dell’addestramento vede i topi messi alla prova nei campi minati da allenamento della Apopo. Nel 2008/2009 venti topi addestrati hanno perlustrato un area di più di un milione di metri quadri scovando 400 mine e numerosi altri ordigni. Secondo l’Onu per la bonifica del Paese occorre sminare ancora quasi dieci milioni di chilometri quadrati. Nel corso della sua prima uscita con topo al seguito, anzi in avanscoperta, Niko Mushi ha visto il roditore affidatogli ritrovare 16 mine. Non a caso li chiamano HeroRats (Topi-Eroi).

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