Gli studiosi sanno da molto tempo che la pelle delle rane è ricca di potenti antibatterici, un corredo necessario per animali che vivono in ambienti spesso malsani. Ma le sostanze contenute nella loro pelle spesso sono velenose per l’uomo, In questi giorni un team di ricercatori della United Aran Emirates University ha rivelato di essere riuscito a modificare le sostanze chimiche presenti sull’epidermide delle rane eliminando gli effetti collaterali nocivi per l’uomo. Inoltre gli scienziati di Abu Dhabi hanno individuato 100 nuovi antibiotici, tra i quali uno, derivato dalla Rana boylii (una specie diffusa in Arizona e in California) in grado di combattere lo Staphylococcus aureus, il super batterio tipico degli ospedali. “Sono al mondo da trecento milioni di anni – ha detto il dottor Michael Conlon, coinvolto nello studio – quindi hanno avuto un sacco di tempo per imparare a difendersi dai microbi portatori di malattie. Il loro habitat naturale molto spesso comprende acque inquinate dove per sopravvivere sono necessarie forti difese contro gli agenti patogeni”.

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