Pensavamo che fosse un vizio, magari addirittura un peccato capitale. Invece la pigrizia ai suoi massimi livelli rischia addirittura di essere classificata come patologia. La proposta proviene da due celebri studiosi, Richard Weiler e Emmanuel Stamatakis, che hanno notato un link significativo tra l’inattività e le cattive condizioni di salute. Tanto da proporre che l’accidia venga classificata a tutti gli effetti come una patologia. “Considerato il significativo tasso di mortalità, noi proponiamo che l’inattività fisica venga presa in considerazione per essere riconosciuta come una malattia”: questa è la richiesta, publicata sul British Journal of Sports Medicine, espressa dai due autorevoli studiosi dello University College di Londra. Secondo i due ricercatori, l’obesità è già stata classificata dalla World Health Organisation come una patologia, ma normalmente si tratta di una malattia che trae le sue origini da una causa più profonda: la mancanza di attività fisica. “Viene speso moltissimo denaro per trattare i sintomi della pigrizia (diabete, obesità, ipertensione, malattie cardiache), ma ben poco viene fatto per andare alla radice del problema -sostiene il dottor Weiler, che aggiunge – Viene trascurata per il modo in cui la medicina moderna è pensata, con più attenzione ai sintomi e alle cure che alla prevenzione, e per il modo in cui funziona il Sistema Sanitario Nazionale”. Nel maggio scorso, al termine della propria ricerca, il medico inglese ha ritenuto di avere le prove di come l’assenza di esercizio fisico sia una causa di malattia e non soltanto di grassezza. Sarebbe necessario finanziare il Quality and Outcomes Framework, un progetto che costerebbe un milione di sterline, che sarebbero “noccioline” se confrontati con gli 8.2 miliardi di pounds spesi ogni anno per curare le conseguenze della pigrizia fisica. Le dichiarazioni del dottor Weiler seguono di poco quelle espresse dal presidente del Royal College of General Practitioners: “Le persone devono imparare ad affrontare il problema e ad assumersi la responsabilità della propria salute”. Secondo studi recenti, in Gran Bretagna, solo una persona su venti compie un’attività fisica adeguata.

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