Il corredo genetico del grande compositore tedesco Ludwig van Beethoven è stato “tradotto” in una composizione della durata di 15 minuti che verrà presentata all’Edinburgh Fringe Festival, questa settimana. L’autore della piece, il compositore scozzese Stuart Mitchell, ha utilizzato un software che traduce le sequenze di aminoacidi del Dna in melodie. “Tutti si aspettano di sentire una composizione sullo stile di quelle di Beethoven – ha detto Mitchell – ma, in realtà, la melodia è piuttosto tragica. A me fa venire in mente qualcuno che combatte e lotta, si tratta di una melodia con molta anima”. La società di Mitchell, Your Dna Song, offre a chiunque la possibilità di tradurre la propria sequenza di aminoacidi in “poemi musicali” e, secondo il proprietario, almeno due persone spendono 800 sterline, ogni mese, per ottenere il proprio spartito “genetico”. Il Dna di Beethoven è stato ricavato da appartenenti a nuclei familiari che vivono nella zona di Bonn, terra d’origine del genio musicale teutonico. Mitchell ha cercato, invano, di entrare in possesso di un capello del compositore tedesco, uno dei quali venne venduto da Sotheby’s nel 1994. “C’è qualcosa nel corredo genetico di certe aree del mondo che ha prodotto Mozart, Beethoven, Ravel e persino Jimi Hendrix – conclude Stuart Mitchell – c’è una qualche interazione tra anima e Dna che produce il genio”.

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