Il Centre for Neural Circuits and Behaviour della Oxford University, che prevede un investimento di 20 milioni di euro circa, si occuperà di comprendere come si forma l’intelligenza umana. Il professor Gero Miesenbock, che sarà a capo del centro, dice: “Capire come alcuni gruppi di cellule nervose collaborino per generare l’intelligenza umana rimane uno dei quesiti della biologia di più difficile soluzione. Se riusciremo a vedere i neuroni comunicare tra loro, saremo in grado di dedurre come si formano i circuiti cerebrali e come funzionano. Se riusciremo a controllarli da remoto, inducendoli ad attivarsi o a rimanere silenti, potremo verificare come i loro segnali sostengano le nostre azioni, le emozioni e i ricordi”. Il lavoro del Centro si concentrerà sul moscerino della frutta, il pesce zebra e il topo, tre modelli animali in qualche modo simili all’uomo. “La nostra intenzione- prosegue il professor Miesenbock- è quella di riunire un team stellare di neuroscienziati per affrontare la questione della formazione dell’intelligenza”. I precedenti scientifici del direttore del centro sono indicativi della direzione che prenderanno i lavori del Centre for Neural Circuits and Behaviour: il professor Miesenbock è stato un pioniere di un nuovo metodo che utilizza lampi di luce per attivare cellule nervose specifiche nel cervello del moscerino della frutta. L’uso di questa sorta di telecomando ottico a distanza causa l’emissione di un segnale elettrico da parte dei nervi dell’animale e il susseguente comportamento del moscerino può rivelare la funzione dell’area cerebrale specifica stimolata dalla luce. “Il grande vantaggio, per noi neuroscienziati, è che non saremo più osservatori passivi, come avveniva nel passato- conclude Miesenbock- perchè ora possiamo influenzare la funzionalità dei circuiti neurali e abbiamo quindi la possibilità di imparare molto di più”.

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