Category: Tecnologia




Si dovrà ricredere chi pensa che giocare a un video game sul proprio smartphone sia soltanto una perdita di tempo o un inutile attacco di bambinismo. Infatti secondo un articolo pubblicato di recente sull’Harvard Business Review pare che trascorrere un po’ di minuti tra uccellini arrabbiati e maiali verdi (o giochi analoghi) sia un ottimo sistema per migliorare le qualità di un lavoratore, sia dal punto di vista della tenacia che da quello della capacità di concentrazione. Angry Birds, in tutte le sue varianti, viene giocato ogni giorno per 300 milioni di minuti da persone di tutto il mondo (persino il premier inglese David Cameron ha ammesso di fare parte della schiera degli Angry Birds – dipendenti). Jane McGonigal, game designer e autrice dell’articolo, ha scritto un libro intitolato Reality Is Broken: Why Games Make Us Better and How They Can Change the World, nel quale sostiene che i videogiochi rendano le persone maggiormente in grado di risolvere i problemi, più collaborative e tenaci. “In altre parole – conclude McGonigal – aumentano le nostre risorse”.



La fabbrica cinese dove si assembla l’iPhone per Apple continua a essere oggetto di scandali. L’ultimissimo riguarda il lavoro minorile: risulta infatti da un’indagine interna che abbiano lavorato nel colosso cinese ragazzini dai 14 ai 16 anni, coinvolti in seguito a uno stage, ma nell’assoluta ignoranza dei vertici dell’azienda. “Chiediamo scusa e chiunque risulterà responsabile di questa operazione verrà licenziato immediatamente”: così ha commentato il portavoce di Foxconn.



Austin Weirschke di New York ha vinto cinquantamila dollari per avere superato otto turni di gara basati sulla velocità di scrittura dei messaggi al cellulare. Nel corso della competizione, finanziata da LG Electronics, gli undici concorrenti si sono sfidati messaggiando bendati e scrivendo con le mani dietro la schiena.



Un team di designer di San Diego ha creato una curiosa macchina monoposto a forma di uovo che promette alle persone che vivono nelle metropoli ad alto traffico di evitare interminabili code. La macchina, finalista alla Sierra Nevada Innovation Challenge, è elettrica e verrà messa in vendita negli Usa a 5.000 dollari.



Molte password possono venire dimenticate o facilmente violate, ma non è questo il caso di quelle che verrano create attraverso una specie di video game, in stile Guitar Hero, messo a punto dai ricercatori della Stanford University. Il gioco prevede la creazione di una password composta da trenta caratteri e sei bottoni (S, D, F, J, K, L) che l’utente deve premere. Durante la sessione di apprendimento della parola d’ordine, che dura all’incirca quarantacinque minuti, viene allenato a ripetere la propria sequenza di caratteri che viene memorizzata nel subconscio. Considerato che esistono circa 240 miliardi di combinazioni possibili delle sei lettere, quella che si ottiene è una password praticamente al riparo da qualunque intrusione.



E’ stato realizzato dall’azienda inglese BAE Systems e si basa sui segnali radio utilizzati da cellulari, tv, radio e wi-fi anziché su quelli satellitari. Secondo i suoi ideatori Navsop consentirebbe di individuare le vittime all’interno di un palazzo in fiamme così come una macchina in un parcheggio sotterraneo. Funziona rilevando tutti i segnali ad onde medie nelle immediate vicinanze.



E’ questo il progetto al quale il fisico britannico sta lavorando in collaborazione con i ricercatori della Stanford University. Si chiama iBrain e si propone di tradurre in parole l’attività cerebrale dello scienziato inglese. Hawking, 70 anni, ha perso la facoltà di parlare 30 anni fa a causa della malattia degenerativa che lo affligge e attualmente comunica attraverso un computer, ma il peggioramento delle sue condizioni sta rendendo sempre più difficile questo tipo di espressione. iBrain è uno scanner cerebrale in grado di misurare l’attività elettrica della mente di Hawking. I ricercatori esporranno i risultati dell’avveniristico esperimento il mese prossimo a Cambridge.



Il sistema appena installato ha detronizzato il giapponese KComputer, creato da Fujitsu, che è sceso al secondo posto. È la prima volta che gli Stati Uniti raggiungono il vertice della classifica dei computer più veloci dopo essere stati sconfitti per due anni di seguito. Ibm Sequoia verrà utilizzato per effettuare simulazioni per contribuire a prolungare l’efficienza delle armi nucleari, evitando la necessità di reali test sotterranei. Il super computer si trova nel Lawrence Livermore National Laboratory del Dipartimento dell’energia della California. ” Sequoia è sicuramente il più veloce – ha dichiarato Thomas D’Agostino, amministratore del National Nuclear Security Administration (NNSA) – ma altrettanto importanti sono le funzioni di elaborazione sottostanti che ci consentono una maggiore fiducia nell’armamento nucleare della nazione”. Il computer è in grado di calcolare in un’ora ciò che richiederebbe l’impiego di 6,7 miliardi di persone dotate di calcolatrici messe al lavoro senza sosta per 320 anni. Malgrado lo sforzo americano per raggiungere il primo posto dei computer super-veloci, attualmente la nazione ne ha soltanto tre nei primi dieci , peggiorando il risultato di soli sei mesi fa quando erano cinque. Cina e Germania hanno due super-computer a testa, mentre Giappone, Francia e Italia ne hanno uno. Ma Ibm ha dimostrato di essere il principale produttore del settore con ben cinque processori nella top ten. Sequoia utilizza 1,5 milioni di processori ed è 1,55 volte più veloce del modello di Fujitsu che è dotato di meno della metà di Cpu (central processing units). Inoltre il supercomputer di Ibm è anche più efficiente rispetto a quello di Fujitsu, infatti consuma 7,9 megawatt rispetto al computer K che per funzionare necessita di 12,6 megawatt. Il primo computer ad aggiudicarsi la palma di più veloce del mondo fu CM-5/1024 nel 1993, progettato da Thinking Machines. Secondo le stime degli esperti, Sequoia è 273.930 volte più veloce; pertanto un calcolo che avrebbe richiesto più di tre giorni soltanto diciannove anni fa, oggi può venire effettuato in meno di un secondo.



Si tratta di una performance tecnologica ideata dalla stessa azienda (Digital Domain Media Group) che ha già consentito al defunto rapper Tupac di esibirsi con Dr Dre e Snoop Dogg al festival di Coachella dello scorso aprile. Digital Domain, co-fondata dal regista James Cameron, creerà un ologramma del Re del rock’n’roll che, secondo la Elvis Presley Enterprises, rappresenterà “un modo nuovo ed eccitante di riportare alla vita la magia e la musica di Elvis”. Per il momento non sono state rese note le circostanze nelle quali si potrà assistere al “nuovo” debutto di Presley ma, sempre secondo la fondazione che gestisce i beni e l’immagine di The Pelvis “i fan di lunga data saranno elettrizzati un’altra volta, mentre i più giovani potranno scoprire che cosa significava assistere a un’esibizione di Elvis”. In ogni caso la definizione di ologramma è impropria in quanto si tratta di un effetto chiamato “fantasma di Pepper”. Questa tecnica, che prende il nome da John Henry Pepper che primo la dimostrò nell’Ottocento, prevede l’uso di uno specchio semitrasparente che riflette ciò che accade in una zona non visibile agli spettatori, rendendolo visibile al pubblico. Digital Domain Media Group ha sottolineato che non si tratterà della riprosizione di immagini di repertorio ma di una vera e propria animazione di Elvis Presley.



Eugene Polley è deceduto a 96 anni nella sua città natale, Chicago, e doveva la sua fama a un oggetto, ormai familiare, ma che nel 1955, anno nel quale brevettò il primo telecomando senza fili per la tv (si chiamava Flash-Matic) fu quasi rivoluzionario. Il Flash-Matic, prodotto da Zenith per la quale Polley ha lavorato per quarantasette anni, era basato su quattro foto cellule piazzate ognuna negli angoli del televisore che intercettavano un raggio luminoso inviato dal telecomando. Il portavoce di Zenith Corporation, John Taylor ha ricordato che Polley “era un orgoglioso possessore di una tv ultrapiatta con telecomando a infrarossi, ma ha sempre tenuto con sé uno dei primi esemplari della sua invenzione”.

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