Category: Musica



11september
L’iniziativa è del compositore Jake Heggie, musicista che ha deciso di trasformare le storie delle vite perse nel tragico attentato in canzoni, per commemorare la triste ricorrenza. “Here/after (songs of lost voices)” : questo sarà il titolo del nuovo album che arriva ben dodici anni dopo quel giorno, convertendo tante storie in canzoni. Una delle canzoi si chiama Pieces of 9/11 e come spiega lo stesso compositore converte alcune storie di vita in una musica struggente. Che forse, senza sapere i pezzi di storia che si nascondono dietro, non sarebbe così struggente.


Joe Strummer
Più di duemila abitanti della città spagnola hanno firmato una petizione per richiedere che il leader dei Clash, deceduto nel 2002, venga onorato. Le autorità cittadine hanno accettato e presto verrà inaugurata Plaza de Joe Strummer. La frequentazione di Granada da parte di Strummer iniziò negli anni ’70, quando il musicista era fidanzato con la batterista spagnola Paloma Romero (conosciuta come Palmolive e batterista del gruppo punk femminile The Slits). In seguito entrò in contatto con una band locale, gli 091, dei quali produsse un disco. La città di Granada è nominata nella canzone Spanish Bomb, presente su quello che da più parti è considerato il capolavoro dei Clash, London Calling. “Si tratta di un movimento popolare – ha dichiarato Daniel Galan, membro del consiglio comunale della città spagnola – La connessione tra Joe e Granada è ben nota e molta gente si ricorda di lui. Ci sono stati parecchi suoi amici che sono venuti qui a trovarlo e poi hanno deciso di non andare più via. Joe Strummer amava Granada, amava l’intera Spagna”.


dr.dre
Forbes pubblica la lista dei musicisti che hanno incassato più denaro nell’ultimo anno. Al primo posto troviamo il rapper e produttore Dr.Dre che tra il maggio 2011 e quello del 2012 si è portato a casa 110 milioni di dollari, sopravanzando il bassista e fondatore dei Pink Floyd, Roger Waters (88 milioni) ed Elton John (80). Prima fra le donne Britney Spears (58 milioni), settima nella classifica generale, che supera Taylor Swift (57), Rihanna (53) e Lady Gaga (52).



Tutto è partito da un tweet di Mick Jagger che ha postato una sua foto con tanto di chitarra scattata in uno studio di registrazione francese: “questa settimana ci stiamo divertendo in uno studio di Parigi”. Da più parti si ritiene che questo significhi che la più grande rock’n’roll band del mondo stia mettendo a punto l’album celebrativo dei cinquant’anni di carriera. Si tratterebbe del trentesimo disco del gruppo e del primo dopo “A Bigger Bang”, datato 2005. Tra le altre voci che circolano in relazione al progetto dell’album per il cinquantesimo anno di carriera degli Stones c’è quella secondo la quale alle session e all’eventuale successivo tour parteciperebbe anche Bill Wyman (che ha lasciato la band nel 1997).



Hans Zimmer, compositore della colonna sonora di Dark Knight Rises ha deciso di rendere omaggio alle persone uccise dalla follia omicida di James Holmes. La canzone si intitola “Aurora”, dura otto minuti e mezzo e i proventi della vendita andranno alle famiglie delle vittime. E’ scaricabile da iTunes a un prezzo variabile da 10 centesimi a 2.500 dollari. “E’ dedicata a coloro che hanno perso la vita o sono stati feriti nella tragedia di Aurora, Colorado – ha scritto Zimmer sulla sua pagina Facebook – Ho registrato questa canzone a Londra…..è un accorato tributo”.



Nadezhda Tolokonnikova, Maria Alyokhina e Yekaterina Samutsevich, in carcere da cinque mesi, sono accusate di blasfemia e teppismo per avere cantato all’interno della Cattedrale di Cristo Salvatore (la chiesa ortodossa più grande di Mosca) una canzone nella quale imploravano la Vergine Maria di “sbarazzarci di Putin” (video). Le tre componenti della punk band, se giudicate colpevoli, rischiano fino a sette anni di carcere. Più di cento tra attori registi e musicisti russi hanno chiesto la liberazione delle ragazze e a loro ultimamente si sono aggiunti i Red Hot Chili Peppers, i Franz Ferdinand e Sting.



Lo scetticismo sulla musica moderna, condiviso da molti appassionati di mezza età, ha trovato una conferma in uno studio dedicato alla musica pop dell’ultimo mezzo secolo, che è giunto alla conclusione che le hits di oggi hanno davvero tutte lo stesso suono. I genitori che pensano che dagli stereo dei loro figli esca un suono insopportabilmente martellante saranno confortati dal sapere che l’effetto non è soltanto frutto dell’età: le canzoni hanno progressivamente alzato il volume negli ultimi 50 anni. Uno studio dello Spanish National Research Council pubblicato sulla rivista Scientific Report, ha analizzato un archivio noto come Million Song Dataset per comprendere come il corso della musica sia cambiato tra il 1955 e il 2010. Mentre il volume è aumentato costantemente dagli anni Cinquanta in poi, i ricercatori iberici hanno scoperto che la varietà di tipi di suoni utilizzati da musicisti, melodie e accordi, è diventato sempre più ristretto. Joan Serra, a capo della ricerca, ha dichiarato: ” Abbiamo trovato le prove di una progressiva omogeneizzazione della musica. La diversità della transizione tra le combinazioni di note, parlando di accordi e melodie, è diminuita costantemente negli ultimi cinquant’anni”. Inoltre il “timbro” delle canzoni, il numero di toni diversi che includono, prodotti per esempio dai vari strumenti, è diventato sempre più ristretto. Lo studio è stato il primo a condurre una misurazione su larga scala della “sonorità intrinseca”, o il volume al quale una canzone è registrata, che determina quanto forte suoni rispetto ad altre. I risultati dello studio spagnolo rafforzano la teoria di chi sostiene da anni che l’industria musicale è impegnata in una “loudness war” nella quale i volumi di registrazione sono progressivamente aumentati. Anche se le canzoni più vecchie sono più ricche e varie, i ricercatori hanno suggerito che il loro suono potrebbe essere più “alla moda e innovativo” se venissero registrate nuovamente a un volume maggiore. “Un vecchio brano potrebbe suonare nuovo e alla moda, purché consista di normali progressioni armoniche – si può leggere su Scientific Report – cambiando la strumentazione e aumentando il volume medio”.



A rivelarlo è stato Eric Erlandson, amico di Cobain e chitarrista delle Hole (la band guidata dalla moglie di Kurt, Courtney Love) che ha aggiunto di avere ascoltato in anteprima parte del lavoro. “Mi sono veramente emozionato ascoltando alcuni dei pezzi ai quali stava lavorando. Questo mi ha reso ancora più triste al momento della sua morte” ha dichiarato Erlandson al canale televisivo americano Fuse, aggiungendo di non sapere se le registrazioni effettuate dal leader dei Nirvana verranno mai pubblicate. “Spero che ne venga fuori qualcosa. Penso che i suoi fan ne sarebbero felicissimi e ho sentito che qualcuno sta lavorando su quei demo acustici”. Erlandson ha aggiunto che nell’ipotetico disco di Cobain avrebbe trovato posto anche una cover, a proposito della quale ha detto: “Non dirò di quale canzone si tratta. E’ un brano davvero straziante eseguito in maniera dolce e toccante”.



Vi siete mai chiesti perché una canzone può restare bloccata nella nostra testa per ore o addirittura per giorni? Vicky Williamson, psicologa del Goldsmith College di Londra, ha raccolto più di 2.500 testimonianze di earworm (letteralmente baco dell’orecchio), ascoltando i racconti di persone a proposito di uno o più brani musicali che ritornano loro spesso in mente. La studiosa inglese, che ha raccolto i dati attraverso il sito web earwormery.com, ritiene che lo stress, i ricordi e casuali inneschi ambientali stiano alla base del fenomeno. Tra le testimonianze più interessanti c’è sicuramente quella di una donna che sente sempre la stessa canzone (Nathan Jones delle Bananarama) quando si trova a vivere event stressanti: sentì quella musica al suo matrimonio, al momento del parto e la udì per la prima volta a sedici anni poco prima di un esame scolastico. Vicky Williamson ha iniziato a interessarsi ai cosiddetti earworm dopo avere sperimentato personalmente il fenomeno. Osservando casualmente all’interno del suo studio una scatola da scarpe del negozio di calzature londinese Faith alla dottoressa inglese venne in mente l’omonima canzone di George Michael che rimase intrappolata nella sua testa per alcune ore. “La musica può venire codificata in molti modi, non a caso viene definita uno stimolo multi-sensoriale – ha dichiarato Williamson – i modi nei quali la musica entra nella nostra mente è molto personale e legato alle emozioni del momento. E’ scientificamente riconosciuto che associare un ricordo a un’emozione o a un fatto personale ne faciliti la memorizzazione”. A parere della studiosa britannica gli earworm potrebbero essere frutto della memoria involontaria (quella, per esempio, che ci fa venire in mente all’improvviso un amico che non vediamo da anni). Tra i fattori che attivano gli earworm lo studio inglese ha individuato: avere ascoltato dai recente una canzone, l’incontro con persone, parole o situazioni strettamente collegate a un brano musicale, lo stress, la sorpresa, i sogni e vagare con la mente. Ma Vicky Williamson propone anche una soluzione per liberare le nostre menti dalle canzoni che ci perseguitano oltre la nostra volontà: per allontanare il tormentone è sufficiente spostare la nostra attenzione su un’altra melodia o, ma la cosa è ancora allo studio, correre o fare i cruciverba. Secondo i dati raccolti nella ricerca la classifica degli artisti che con maggiore probabilità producono earworms vede sul gradino più alto Lady Gaga seguita dai Queen e dagli Abba. Alle loro spalle ci sono Kylie, Beyoncé, Adele, gli Europe, i Coldplay, gli Elbow e Johnny Cash.



L’archivio della Sony è stato violato e sono stati scaricati illegalmente più di 50mila file digitali. Il catalogo includeva anche materiale inedito tratto dalle sessioni di registrazione degli album più famosi di Jackson (Off the Wall, Bad e il million-seller Thriller) e duetti mai pubblicati del Re del pop con Freddie Mercury e Will.i.am dei Black Eyed Peas. Nel 2010 la major giapponese aveva pagato alla Fondazione dell’artista la somma di quasi 400 milioni di dollari per acquisire l’intera discografia e garantirsi la possibilità di pubblicare ben dieci nuovi album. Il cyber-attacco è avvenuto poche settimane dopo quello che nell’aprile 2011 aveva colpito Playstation Network con il conseguente furto dei dati personali di 77 milioni di videogiocatori, ma Sony lo ha reso noto solo sabato scorso. Le tracce lasciate dai pirati informatici conducono in Gran Bretagna dove la Soca ((Serious Organised Crime Agency) ha già mandato in tribunale due uomini accusandoli di reati previsti dal Computer Misuse Act (un atto emesso nel 1990 dal Parlamento inglese contro i crimini informatici). I due sospettati si sono dichiarati innocenti e sono stati rilasciati su cauzione.

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