Chris Kyle ha esitato la prima volta che ha ucciso una persona da lunga distanza con il suo un fucile. La sua prima vittima è stata una donna che stava per attaccare un gruppo di marines con una bomba a mano. I Navy SEAL stavano controllando una città irachena da un edificio fatiscente mentre le forze armate americane stavano invadendo il paese. I militari videro arrivare la donna soltanto all’ultimo momento. “Sparale” ordinò un superiore a Kyle, che balbettò: “Ma….”. “Spara!” ordinò di nuovo il capo e quando il militare fece fuoco la donna cadde al suolo, lasciando cadere la granata. Questa è stata la prima volta ma, dopo quattro missioni in Iraq, il soldato americano ha imparato a non esitare e a mirare con precisione. Con 255 uccisioni (anche se quelle confermate dal Pentagono sono “soltanto” 160) l’ormai ex cecchino è diventato il tiratore più mortale nella storia militare degli Stati Uniti. Nel corso della seconda battaglia di Falluja, mentre i marines si scontravano con migliaia di ribelli iracheni, Kyle uccise quaranta uomini. Grazie alle sue prestazioni ha stabilito il nuovo record americano, detronizzando il sergente Adelbert f. Waldron che, durante la guerra del Vietnam, si era fermato a 109. Sempre in Vietnam, Carlos Hathcock, un cecchino diventato famoso al punto da diventare il soggetto di un libro (One Shot, One Kill) aveva colpito a morte 93 persone da lunga distanza. Ma nonostante gli impressionanti numeri Kyle è rimasto assai lontano dal diventare il più letale al mondo. Il triste primato spetta infatti al soldato finlandese Simo Häyhä che fece fuori 542 soldati sovietici durante la seconda guerra mondiale. Chris Kyle è un cowboy di Odessa (Texas) e prima di arruolarsi in Marina era un professionista del rodeo. E’ cresciuto cacciando cervi e fagiani con un fucile regalatogli da suo padre. Ma fino al suo ingresso nei marines non si era mai accorto di avere una mira particolarmente precisa. Durante la sua missione a Ramadi, a causa della fama che la sua quasi infallibile mira gli aveva procurato tra gli insorti iracheni, venne soprannominato “Al-Shaitan Ramad” (il diavolo di Rahmadi) e sulla sua testa pendeva una taglia di ventimila dollari. “Ho pensato: oh sì! – ricorda Kyle, rievocando il momento nel quale venne a sapere dall’intelligence militare del denaro che veniva offerto per ucciderlo – ne sono onorato”. I suoi commilitoni lo chiamano semlicemente “the Legend”. Il colpo più “leggendario” lo ha sparato a Sadr City nel 2008, centrando e uccidendo un iracheno armato di lanciarazzi appostato lungo la strada di un convoglio militare, a 2.100 yard (1.920 metri) di distanza. “Dio soffiò su quel proiettile” ha dichiarato il marine al New York Post . Chris Kyle si è ritirato dal corpo dei marines dopo dieci anni di servizio e ora ha deciso di raccontare la sua storia nel libro “American Sniper: The Autobiography of the Most Lethal Sniper in U.S. Military History”, uscito martedì scorso negli Stati Uniti. Kyle, che ha ricevuto tre Silver Star e cinque Bronze Star al valore, è stato colpito due volte e per ben sei volte è rimasto coinvolto in esplosioni. Chris Kyle, dopo la prima volta non ha mai più esitato a sparare se non per il tempo che gli serviva per prendere la mira e di questo non ha rimorsi : “il nemico è un selvaggio – ha sottolineato sprezzante – i miei rimpianti sono per le persone che non ho potuto salvare: marines, soldati, compagni. Io non sono un ingenuo e non idealizzo la guerra; i momenti peggiori della mia vita li ho vissuti nei SEAL. Ma io mi posso presentare davanti a Dio con la coscienza pulita, perchè ho fatto solo il mio lavoro”. Dopo avere abbandonato la carriera militare, il cecchino più letale del mondo, che vive a Dallas con la mogli e due figli, ha creato la propria azienda (Craft International) specializzata nel fornire a militari e forze dell’ordine corsi di tiro da lunga distanza e impegnata anche sul fronte della protezione e della sicurezza private.

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